L’installazione cinetica “Emotion Protocol” trae ispirazione dal proverbio cinese “gioia, rabbia, tristezza, felicità” e dalle statue buddhiste a quattro facce, simboli della molteplicità emotiva dell’essere umano. Zhenglong Yang interpreta questi archetipi culturali per indagare la tensione tra la ricchezza del sentire umano e le aspettative sociali, particolarmente sentite nelle culture dell’Asia orientale, che spesso impongono la soppressione delle emozioni soggettive a favore di una collettività regolata e meccanica.
L’opera si distingue per la sua capacità di mettere in dialogo la complessità emotiva con la precisione meccanica. Al centro della scena, teste di Buddha a quattro facce, realizzate in resina tramite stampa 3D, ruotano su piedistalli in acrilico lavorati a CNC. Ogni testa rappresenta una diversa emozione, mentre la rotazione programmata e sincronizzata delle sculture simboleggia il fluire e il mutare degli stati d’animo, sottolineando il contrasto tra la natura umana e l’omologazione imposta dalla società.
La tecnologia gioca un ruolo fondamentale nella realizzazione dell’installazione. Un circuito stampato personalizzato (PCB) controlla i motori passo-passo, mentre un algoritmo dedicato orchestra i movimenti cinetici, traducendo concetti filosofici in una coreografia visiva. Questa sinergia tra arte e ingegneria riflette la volontà di integrare hardware e intenzione concettuale in un unico linguaggio espressivo.
Il pubblico è invitato a osservare passivamente la rotazione delle teste, lasciandosi coinvolgere da un flusso ipnotico che stimola la riflessione sulle proprie emozioni. L’interazione, pur non essendo diretta, risulta profondamente coinvolgente: la precisione meccanica delle sculture evidenzia la tensione tra autenticità emotiva e disciplina sociale, offrendo un’esperienza immersiva e meditativa.
La ricerca alla base del progetto si concentra sull’iconografia buddhista e sulla sua reinterpretazione contemporanea. Le quattro facce del Buddha diventano metafora dell’interconnessione tra le emozioni, mentre la meccanizzazione del movimento richiama i temi della standardizzazione e della perdita di individualità. La sfida principale affrontata da Zhenglong Yang è stata quella di equilibrare la profondità simbolica con la complessità tecnica, superando ostacoli nella progettazione dei circuiti e nella sincronizzazione dei motori per garantire una narrazione dinamica e coerente.
“Emotion Protocol”, esposto a New York nel dicembre 2024 e premiato con l’Iron A’ Design Award 2025, rappresenta un esempio virtuoso di come arte, design e tecnologia possano dialogare per esplorare temi universali. L’opera invita a una riflessione collettiva sulla natura delle emozioni e sul ruolo che la società gioca nel plasmarle, suggerendo nuove prospettive per un futuro in cui autenticità e innovazione possano coesistere.
Designer del Progetto: Zhenglong Yang
Crediti dell'Immagine: Photo credits: Audrey Chou
Membri del Team del Progetto: Zhenglong Yang
Nome del Progetto: Emotion Protocol
Cliente del Progetto: Zhenglong Yang